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Basandosi sulla letteratura scientifica moderna che interpreta la poesia di Dante come presagio di un universo ipersferico (in particolare nei lavori di Pavel Florensky, Mark A. Peterson, Hora-Roman Patapievici e Bruno Binggeli), questa ricerca approda a una domanda fondamentale: in che modo le immagini del cosmo plasmano la nostra cultura e la nostra visione del mondo?

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Annamaria Cattaneo

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Mappa geocentrica e Geocosmos

Distanza e disposizione dei corpi celesti nominati nella Divina Commedia dalla Terra secondo le misurazioni attuali e confronto con la teoria del Geocosmos del matematico egiziano Mostafa Abdelkader.

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Cosmo dantesco secondo Patapievici

Il cosmo dantesco secondo la visione di Horia-Roman Patapievici come due insiemi di sfere concentriche tangenti in ogni punto della loro superficie. Da una parte il mondo visibile dei corpi celesti, dall´altro il mondo invisibile dei cori angelici.

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Modello di corrispondenze tra i mondi visibili e invisibili.

“La corrispondenza (...) e´invertita anche dal punto di vista cinetico: al cerchio maggiore del mondo visibile corrisponde la maggiore velocita´ di rotazione, mentre nel mondo invisibile la velocita maggiore corrisponde al cerchio minore”

H-R. Patapievici, Gli occhi di Beatrice (2006)

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Giravolta nella dimensione immaginaria

Secondo Pavel Florenskij il mondo visibile e quello invisibile (o spirituale) sono due domini correlati da una corrispondenza speculare. Essi coesistono come parti di un'unica realtà integrale, ma sono orientati in "direzioni" opposte o complementari nell'ambito dell'esistenza, proprio come i numeri reali e immaginari coesistono sul piano complesso.

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Nastro di Möbius

“Florenskij argomenta che la geometria presupposta da Dante nel descrivere il mondo non sia quella Euclidea. Il percorso compiuto suppone una superficie unilatera e uno spazio chiuso, finito, giacche´, procedendo in linea retta si viene a trovare al punto di partenza (...) un esempio di una tale superficie e´il cosiddetto “nastro di Möbius”.

Massimiliano Spano, Postfazione: l´universo “complesso” di Pavel Florenskij (2021)

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